Immagine del logo: la scritta 'Giardinaggio per tutti' e il disegno di due rose una rossa 

									con sfumature rosa l'altra gialla con sfumature arancio. Le due rose hanno gambi verdi con sfumature marroni attorcigliati e 

									ricoperti di foglie e spine.
Mercoledí, 27 Ottobre 2021 4:59:39
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Timo

Classificazione:

Famiglia: Lamiaceae, or Labiatae

Genere: Thymus

Specie: Thymus vulgaris

Dati:

Origine: area mediterranea

Esposizione luminosa: piena luce

Temperatura ideale: da 0 a 30

Fioritura: durante la primavera. Colore dei fiori: rosa pallido.



immagine pianta trovata

Il timo è un piccolo arbusto sempreverde di forma cespugliosa con fusti legnosi, da adulto raggiunge un'altezza di 30 cm. Si trova spontaneo nella zona occidentale–mediterranea anche in collina. I suoi sottili rami sono cosparsi di piccole foglie dall'intenso e caratteristico aroma, di colore verde scuro e grandi solo pochi millimetri. Da aprile e per tutta l'estate le estremità dei suoi rametti si ricoprono di corone di piccolisissimi fiori rosa pallido, che vengono impollinati dagli insetti, in particolare dalle api. Si può moltiplicare per divisione tra marzo e aprile o seminandolo. Le sue foglie vengono ampiamente utilizzate in cucina: mia mamma ad esempio le mette nelle quaglie quando le fa al forno, ma danno un tocco in più anche al semplice sugo di pomodoro.

Note:

Se piantato all'esterno anche se non si vuole tende ad auto–seminarsi, io per esempio l'avevo piantato in un punto preciso tra l'origano e il rosmarino e dopo qualche anno ho trovato quattro altre piantine di timo dislocate tra l'erba cipollina e la salvia e su una strada sterrata lì vicino. Predilige un'esposizione in pieno sole e non ha particolari richieste in fatto di terreno purchè sia ben drenato. Teme il gelo, quindi durante l'inverno è meglio coprirlo con tessuto non tessuto. Presso i greci questa piccola pianta simboleggiava il coraggio e nel medioevo gli infusi di timo erano considerati un rimedio contro la timidezza.

Terreno ideale:

È un terreno leggero, calcareo e ben drenato. Ad esempio può andare bene un miscuglio di: terra 50%, sassi e lapillo 30%, sabbia 20%.

Come moltiplicare questa pianta:

Per propaggine e margotta

Questo metodo è più sicuro rispetto a quello per talea.
Va scelto un ramo sano, basso o che possibilmente già striscia sul terreno. Lo si lascia attaccato alla pianta madre, quindi si toglie superficialmente la corteccia per circa 0,5 cm2 sul lato inferiore a contatto con il suolo, infine lo si interra. Per tenere fermo il ramo sepolto lo si può bloccare ad esempio con un sasso.
Dopo 9 mesi, 1 anno circa il ramo dovrebbe avere messo radici. A questo punto basta separarlo dalla pianta madre con la sua zolla di terreno e ripiantarlo subito dove si desidera. Questo metodo funziona bene un pò con tutti gli arbusti o piante con corteccia . Io l'ho provato su: ortensia, rosmarino, salvia, gelsomino di S. Giuseppe, glicine, bignonia e rosai rampicanti e mi sono riempita il giardino.
La margotta utilizza lo stesso principio del metodo per propaggine solo che si applica su rami eretti. É necessario scalfire una piccola zona della corteccia superficiale del ramo sano scelto che poi sarà a contatto con l'humus. Va creata una sacca in nylon riempita di torba umida con cui si circonda tale ramo. A questo punto si può chiudere sopra e sotto la sacca con della rafia e controllare ogni due o tre giorni l'umidità della torba. Dopo circa un anno si dovrebbero essere formate le radici quindi basta asportare il ramo con le radici e piantarlo subito.

Per semina

Su alcuni vasetti riempiti di torba si possono disporre ad una profondità di circa 1 cm i semi che ci interessa piantare, va pigiata la torba sovrastante quindi con uno spruzzino si inumidisce il terreno. I vasetti poi vanno ricoperti con della pellicola o con sacchetti di nylon trasparenti ben fissati ad esempio con un elastico. Il nylon trasparente serve a mantenere il terreno caldo e umido e a far filtrare la luce. Vanno riposti poi in piena luce in primavera o a mezz'ombra d'estate. Ogni 2 o 3 giorni togliere il nylon verificare l'umidità del terreno eventualmente bagnare con uno spruzzino, quindi rimettere il nylon finchè dopo 2 o 3 settimane si vedranno spuntare le nuove pianticelle a quel punto togliere definitivamente la pellicola o i sacchetti. Si potrà procedere a riinvasare il tutto una volta che le pianticelle siano diventare abbastanza resistenti facendo attenzione a non rovinare le radici. Questo metodo funziona bene ad esempio per calicanto, basilico, lantana, nespolo e aubrietia. In generale la moltiplicazione per seme si utilizza un pò per tutte le piantine dell'orto nel periodo giusto che varia dal tipo di pianta. Si può seminare direttamente in piena terra facendo attenzione a non mettere i semi troppo vicini tra loro in modo che una volta cresciute le piantine non si soffochino a vicenda.

Le malattie più comuni per questo tipo di pianta sono:

Oidio o mal bianco

È una malattia causata da funghi della famiglia delle Erysiphaceae. Ad esempio nella rosa è causata dalla crittogama Sphaerotheca pannosa, ma l'oidio può svilupparsi in diverse piante come: il plumbago, la lantana, le piante di zucchine e la vite. Produce una patina bianca su foglie, giovani rami, boccioli e germogli che vengono deformati e arrestati nel loro sviluppo: sulle rose può portare all'aborto dei fiori che non riusciranno a sbocciare. Si manifesta quando ricomincia il periodo vegetativo quindi a partire da aprile–maggio o durante l'estate se è piovosa; lo sviluppo di questi funghi è infatti favorito da un clima caldo umido.

Rimedi:

Quando ricomincia la fase vegetativa, trattare settimanalmente con funghicidi antioidici specifici a base di zolfo, cercando di bagnare bene e in modo omogeneo tutte le parti infette. Per diminuire la diffusione della malattia è meglio tagliare ed eliminare le zone ormai morte della pianta e le parti cadute. In generale è buona norma disinfettare con alcool o varechina o passare sulla fiamma attrezzi come cesoie o altri attrezzi da taglio prima di utilizzarli su altre piante, questa malattia può essere trasmessa anche da lame infette.
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